Torque – Circuiti di fuoco

                      

titolo originale: Torque

anno: 2004

nazione: USA

regia: Joseph Kahn

sceneggiatura: Matt Johnson

interpreti: Martin Henderson, Ice Cube

Joseph Kahn, dopo una vita passata a produrre e girare videoclip musicali di alto livello, sceglie di dare una svolta alla sua carriera per mettersi alla regia del suo primo film: nasce “Torque – Circuiti di Fuoco”.
Il tema che sceglie è di quelli che permettono di bilanciare le scene d’azione senza banalizzare l’analisi e la costruzione dei personaggi: le motociclette.

Introdotta da dei titoli di testa che fanno ombra sulla strada, la prima parte del film serve a definire le squadre:
Ci sono i buoni, pochi, raminghi, tamarri, motociclisti da pista, il cui leader carismatico è Ford, tamarro anch’egli, un uomo che fugge dai propri demoni, ma che grazie alla purezza d’animo riuscirà a lasciarsi alle spalle il passato.
Ci sono i Reapers, quelli severi ma giusti, parecchi, neri, tamarri, il cui capo ha la bandana.
Ed infine i cattivi, i bikers da Harley Davidson, che sono tamarri come gli altri, ma in più spacciano droga. Il loro capo ha i capelli tagliati veramente male, secondo qualsiasi canone estetico.

Il film prosegue narrando gli intrecci delle tre bande, ma quello che è davvero rilevante è che circa a metà del film, c’è un inseguimento tra due moto. Dentro un treno.
In un susseguirsi di eventi avversi alla fisica classica, Ford dovrà farsi largo attraverso i passeggeri di un intero scompartimento da quello severo ma giusto con la bandana, che lo bracca inseguendolo più plausibilmente da sopra il tetto del vagone. E’ forse il momento cardine del film, da cui visivamente non si torna più indietro.
Una sfida tra due donne che usano motociclette come fioretti, colpi di scena degni del BatRoberto di Bim Bum Bam, e combattimenti con morti buffe fanno da preludio al momento catartico della pellicola, il duello in moto tra Ford ed il cattivo dai capelli brutti.
In un tripudio di linee orizzontali l’inseguimento precipita la cinepresa in una selva di finestrini rotti e persone scaraventate via dal solo spostamento d’aria delle due moto, una delle quali si asserisce contenga il motore di un elicottero a reazione. La scena è talmente veloce che a fatica si capisce come muoia il cattivo, io l’ho intuito solo dal fatto che non si vede più.

In definitiva un film consigliato a tutti quelli che, come il sottoscritto, rimangono affascinati dalle scintille.

Cosa mi ha insegnato questo film

∙ tamarro è bello
∙ il prezzo della benzina non sarà mai abbastanza alto
∙ mettere un motore di un elicottero in una moto fa divergere lo spazio dal tempo



Altri spezzoni video da youtube
∙ inseguimento finale (in inglese)






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