Il Marketing nudo di Raoul Bova #008

                      

Giusto per farvi vedere che qui in DontSayCat di web marketing ne capiamo sul serio abbiamo scelto per questo post un titolo che farà letteralmente detonare il contatore delle visite. Poco importa se la parola “nudo” è assolutamente fuorviante e se Raoul Bova non è propriamente l’argomento centrale di questa pubblicazione.

Comunque Raoul Bova è un bell’uomo e anche un attore abbastanza bravo secondo noi.

Ma parliamo di cose serie, di strategie di marketing avanzatissime per esempio! che solo nei mesi a venire diverranno oggetto di seminari e master molto costosi qui in occidente, ma per ora restano appannaggio esclusivo di taluni dei marchi più illuminati dell’oriente più estremo.

1. Il testimonial

Un metodo efficace per far impennare le vendite di un prodotto è l’utilizzo del testimonial. Ma non di un generico testimonial che ispiri fiducia o che sia famoso per meriti cinematografici, sportivi o comunque irrilevanti ai fini della sua credibilità. E’ assolutamente fondamentale che il testimonial sia questo geometra di Chongqing e che almeno uno dei suoi pollici punti verso l’alto in segno di approvazione.





Ora non siamo qui per fare dell’umorismo ma forse vale la pena sottolineare la simpatica assonanza del nome di questo snack col termine sfaccimma.

2. Direct Marketing

Il medium è il messaggio, il messaggio è il prodotto e il prodotto è il messaggio. Comprendiamo come anche in Cina sia ormai inscindibile nell’ambito della produzione e del commercio di beni la parte di competenza del designer da quella di competenza dell’ufficio tecnico/ ufficio marketing / comunicazione e di tutti gli altri uffici. Insomma, per chiarire le nebulose affermazioni appena enunciate: vuoi vendere uno spazzolino sul mercato cinese? Fallo a forma di bambù, cazzo!
Per chi se lo stesse domandando: purtroppo richiederĂ  ancora tempi lunghi il lancio sul nostro mercato nazionale dello spazzolino a forma di mafia.




Ci risulta comunque che il prodotto stia vendendo assai poco sia a causa dell’indisponibilità del testimonial di Chongqing sia per l’ironico pay-off che viene interpretato come una falsa promessa da chi ha difficoltà a coglierne l’umorismo ( “Lo spazzolino per chi ha grande giudizio” n.d.r.). Un caso di overclaim involontario.

3. Cross Selling

A beneficio dei meno avvezzi alle delizie del marketing copia-incolliamo la definizione di Cross selling da www.maxmarketing.it:
“Vendita a un cliente acquisito di un ulteriore prodotto o servizio della stessa gamma. Questa strategia implica l’individuazione di beni/servizi complementari o abbinabili a quello inizialmente richiesto dall’acquirente.”

Stolto chi in occidente non ha ancora capito che i consumatori di latte sono i medesimi che poi si recheranno, poche corsie piĂą in lĂ , a fare incetta di finferli.





4. Co-marketing

Questa particolare, innovativa e cinesissima sfumatura di co-marketing consiste nel vendere insieme due prodotti dichiaratamente concorrenti. Bestiale eh? Chi ci avrebbe mai pensato. Si procede così al giuoco; uno incatenare una lattina di NuoBoer ad una bottiglia di Heineken da 66 similmente a come farebbe un No-Tav in Val di Susa, due attendere il consumatore nascosti dietro uno scaffale. Non è chiaro su cosa si basi questo meccanismo, ma sta di fatto che nella corsia del supermarket nel quale comperai la birra non c’era una Heineken che non avesse scotchata addosso una di queste sconosciute lattine parassite.





5.Fidelizzazione di switchers

Chi compra spazzolini Colgate a forma di bambù non necessariamente comprerà anche l’apposito dentifricio al sapore di panda consigliato da tutti i dentisti a libro paga della Colgate. Questa schiera di impertinenti consumatori non fidelizzati viene definita switchers.





Chi pensa con lungimiranza è la Zhong Hua, azienda che mira ad erodere il mercato di Colgate in Cina. Con questo geniale packaging didattico insegna all’uomo della strada come svolgere in sicurezza un test dell’alito.

Il tempo darĂ  ragione alla Zhong Hua: prima i dentifrici, poi gli spazzolini e da ultimo i fili interinali saranno tutti venduti sotto questo marchio.

6. Fidelizzazione dei prospect buyers

Ci sono persone, milioni di persone, che non solo non sono acquirenti di un particolare marchio, ma proprio non usano un certo prodotto. I pannolini costituiscono un esempio ottimo. Come ben saprete i bambini se ne vanno in giro a culo nudo da quelle parti defecando in allegria tramite un apposito pertugio che le case di moda praticano nei loro piccoli calzoni. (Segue foto per mettere a tacere la motivata perplessitĂ )



Bene, il ricorso alle applicazioni didattiche cross-mediali torna molto utile in questo caso. Notevole l’incremento nelle vendite dei pannolini (di tutte la marche) a seguito della comparsa di questi orsetti sugli scaffali dei supermercati. Gli sguardi delle bestiole tradiscono il loro imbarazzo.



Qui finisce la prima parte del ricco reportage di DontSayCat sulle nuove tecniche di marketing. Se l’articolo avrà successo presto ne seguirà uno più specifico per i dettaglianti dal quale sicuramente anche molti dei nostri lettori potranno trarre spunti e benefici.






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